L'idea di fondo che muove la mia ricerca pittorica si concentra sulle estremita' del corpo umano: mani e piedi sono i primi strumenti di contatto con il mondo esterno, al di la' delle percezioni visive, olfattive e uditive, che comunque sono gia' insite nella struttura dello sguardo che si indirizza verso il soggetto.
Mani e piedi come archetipi del corpo e delle relazioni fra corpi, fra il corpo e il suo riflesso, fisico come in uno specchio o come proiezione psichica, tra il corpo e le sue costrizioni interne ed esterne.
Lo sfondo, di contro, cerca di “mangiare” il soggetto ritratto, riportandolo in un'atmosfera bianca quasi di oblio: la lotta, che non vuole essere ne' epica, ne' altisonante, si materializza nel bianco e nero delle forme, che vorrebbero rimanere plastiche, anche se per poco.